Gaudemus

GAUDEMUS life quality concept



incontraci: Vicolo della Scala, 11 - Trastevere - Roma
chiamaci: 349 2550642
leggici: www.gaudemus.splinder.it
scrivici: gaudemus04@hotmail.com





venerdì, 26 novembre 2004
 

APERITIME

L'ora dell'aperitivo e i wine bar si moltiplicano ovunque. Nonostante ciò, trovare un luogo non affollato dove l'aperitivo sia accompagnato da un buffet originale, i cocktail fatti bene, il vino fornito da una buona cantina; dove la musica non sia sempre la stessa compilation lounge e dove non si faccia a gara per accaparrarsi le tartine e al tempo stesso sfoggiare l'ultima borsa, non è affatto facile. Uno dei locali di trastevere noto per l'atmosfera ricercata, l'aperitivo a buffet ricco e originale è il Gaudemus, Life Quality Concep. Ogni domenica è possibile sorseggiare un buon bicchiere di vino doc, gustare un ricco aperitivo, il tutto accompagnato da jam session jazz e classiche. L'appuntamento con Aperitime è tutte le domeniche dalle 18,30 al Gaudemus, in Vicolo della Scala 11, a Trastevere. Cocktail e buffet a 6 euro.

ideato bythe_staff | 12:35 | commenti
 

Grazie a tutte

Giunte al VII giovedì, ci sembra arrivato il momento di ringraziare tutte le amiche e le ospiti che ci sono venute a trovare e che stanno rendendo le serata The L Word davvero speciali, di successo e di grande atmosfera. Il giovedì è ormai diventata la serata più"calda" del locale. Grazie a tutte voi che l'avete reso tale. Vi aspettiamo tutte le sere per far sì il nostro locale diventi il vostro. Grazie da parte di tutto lo staff del Gaudemus: Pipa Production, Arale, Glitter, Morbi, LaChiappona, Bricofer e il mitico NanoMondano, senza l'entusiasmo del quale niente sarebbe stato com'è. Grazie soprattutto a voi.

ideato bythe_staff | 12:28 | commenti


lunedì, 22 novembre 2004
 

GUSTO_Acqua e… vino

Se un tempo era il latte l’ingrediente miracoloso per la pelle, oggi è il vino. Vino rigorosamente doc. Questa è la novità nelle beauty farm più innovative. Un bagno nella vinaccia fresca o un avvolgimento al Merlot per levigare la pelle: piacevoli e stimolanti trattamenti di questo tipo si possono provare, per esempio, nella spa di vinoterapia Caudalie, nella provincia di Cuneo (ovviamente). E, per concludere una giornata perfetta a base di terapie con i polifenoli dell’uva, ci si può poi rilassare nell’acqua tiepida della piscina, per smaltire anche le ultime tentazioni di stress. Prima di una cena prelibata e, perché no, un buon bicchiere di vino… da bere. (fonte: Aut dicembre04)

ideato bythe_staff | 14:06 | commenti


giovedì, 11 novembre 2004
 

Gaudemus reply

cari tutti e, soprattutto CARE TUTTE, puntuale, come ogni settimana, arriva il nostro saluto per ricordarvi che le puntate di THE L WORD, la prima serie lesbo-glam, proseguono su Canal Jimmy (Sky) così come anche l'appuntamento al Gaudemus per vederlo tutte/i insieme. Questa sera è la volta della V puntata. Se avete già imparato a memoria i nomi della protagoniste della serie, se vi siete identificate con Shane o Bette, se avete già deciso chi di loro sia la vostra donna ideale, se avete puntato dei soldi su come andrà a finire tra Jenny e Marina (Jenny restituirà l'anello di fidanzamento a Tim e si arrenderà all'idea di essersi innamorata di Marina?), ma anche se ancora non vi siete dedicate troppo alla visione di questa serie che parla di noi, vi consigliamo di non perdere un solo minuto di THE L WORD. Per sapere come si evolveranno le vicende del gruppo di lelle di L.A., vi aspettiamo , come ogni giovedì, questa sera 11 novembre al Gaudemus, il wine bar/restaurant di Trastevere. Ci possiamo vedere fin dall'ora di cena per fare due chiacchiere sul divano e cenare delle ottime specialità nell'attesa dell'inizio della puntata (preceduta, come di consueto, dallo speciale di Good As You prsentato dalla nostra Benedetta Emmer). Oppure anche per il dopocena, sorseggiando un buon cocktail o un bicchiere di vino. MAi più tardi delle 22,30 perché dopo quell'ora: silenzio in sala e tutti a guardare la puntata. Se non hai Sky o semplicemente se ti piace l'idea di guardare la puntata commentando gli episodi con appalusi, battute o commenti divertenti, ti apettiamo QUESTA SERA al Gaudemus.

ideato bythe_staff | 20:41 | commenti


sabato, 16 ottobre 2004
 

La parola L

Partita la prima puntata di THE L WORD, ovvero la versione lesbo di SEX&THECITY. La pioggia non ci ha fermati e ci siamo tutte ritrovate al Gaudemus per vederlo tutte insieme. Il programma è preceduto da un’edizione speciale di GOOD AS YOU, ovvero il report di Benedetta (Emmer) del suo viaggio nella comunità lesbica di Los Angeles. L’appuntamento si ripeterà per utta la serie. Quindi ci vediamo giovedì prossimo al locale. Nostra ospite proprio Benedetta giovedì prossimo. Vi aspettiamo non mancate per la II puntata!


ideato byglitter | 01:50 | commenti


giovedì, 23 settembre 2004
 

Il vino che nn dà alla testa

Mai più mal di testa ed eritemi dopo aver brindato. A garantirlo è la ricerca condotta dall’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Torino che studia la tecnica per inibire la produzione di istamina durante la fermentazione. Come? Utilizzando la proteomica Mal di testa, spossatezza, eritemi cutanei dopo un bicchiere di vino? Tutta colpa della istamina. Un inconveniente al quale però ora pone rimedio una nuova ricerca condotta dall’Ispa, Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Torino, i cui risultati verranno presentati nel corso del primo convegno della neonata Ipso, Italian protome society (www.ipsoc.it), che si svolge a Verona dal 27 al 29 maggio. “Utilizzando la proteomica”, spiega Maria Gabriella Giuffrida dell’Ispa - Cnr, “abbiamo isolato gli enzimi della flora fermentante del vino responsabili della produzione di istamina che provoca così tanti disturbi”. Facendo crescere i batteri in condizioni controllate è infatti possibile individuare le situazioni migliori per inibire la superproduzione enzimatica. “Bloccando così quasi totalmente la formazione di istamina e, con essa, gli effetti che produce sull’organismo”, continua la ricercatrice del Ispa-Cnr che sta effettuando lo studio in collaborazione con Carlo Giunta ed Enrica Pessione, biochimici dell’Università di Torino, e con Emilia Garcia, dell’Istituto sperimentale di enologia di Asti. Basta quindi attuare, durante la produzione dei vini, gli interventi suggeriti dai risultati dello studio per avere un prodotto di invariato valore enologico, ma privo di effetti collaterali per la salute. Ma questa è solo una delle possibilità che la proteomica offre in campo alimentare. “Questa giovane disciplina”, afferma Amedeo Conti, responsabile della sezione di Torino dell’Ispa – Cnr e chairman al convegno Ipso, “si rivela di grande utilità in tutto il campo delle allergie legate al cibo. Grazie a tale tecnologia abbiamo potuto stabilire, per esempio, che il principale allergene del latte non è, come si pensava, la betalattoglobulina, bensì la caseina, o meglio, alcune isoforme di questa proteina”. E’ sufficiente, perciò, eliminare dal latte quelle specifiche molecole per ottenere un prodotto tollerato anche dai soggetti allergici e assolutamente valido dal punto di vista nutritivo. Accanto agli interventi sulla proteomica applicata al cibo, nel convegno Ipso sono previste relazioni su tutti i settori in cui la ricerca sul proteoma è utilizzabile: da quello umano a quello animale, da quello vegetale a quello batterico. Fonte: Cnr

ideato bythe_staff | 22:41 | commenti
salute e benessere


domenica, 19 settembre 2004
 

Gaudemus review

Un'elegante novità nel campo dei Wine bar a Trastevere. Il Gaudemus è un locale che mescola alla perfezione la tradizione enologica a quella gastronomica. In un ambiente curato nei minimi dettagli, dove chiunque può compiere un viaggio alla scoperta del vino e degli abbinamenti giusti. E' proprio quello degli abbinamenti e degli accostamenti culinari ad aggiungere un quid in più, lo staff è sempre pronto a consigliare un bicchiere di vino per accompagnare tutti i piatti dello chef . La cucina è particolarmente curata: ogni giorno il menù viene aggiornato con piatti nuovi, tra antipasti di salumi, deliziosi insalate ed una selezione di formaggi top, la scelta accontenta qualsiasi gourmet. Per finire una serie di dolci "home-made" che ogni giorno vengono sfornati dalla cucina. Il fatto di poter servire tantissimi vini in mescita, risulta fondamentale per assaggiare e farsi guidare in un percorso eno-gastronomico, per capire come e cosa abbinare a determinate pietanze. Anche per un acquisto enologico importante, per un semplice bicchiere di vino, un distillato di alta qualità o un liquore, lo staff è pronto a consigliarvi al meglio. Ideale per un aperitivo, una cena o un semplice assaggio.

ideato bythe_staff | 19:36 | commenti (4)


sabato, 18 settembre 2004
 

ABBINAMENTO CIBO-VINO


Abbinare sapientemente 'cibo' e 'vino' significa creare un'armonia di profumi e gusti, in modo da esaltare le caratteristiche di entrambi. Stabilire precise regole di abbinamento è molto difficile in quanto sia il cibo che il vino sono sostanze complesse che possono dare sensazioni gustative ed olfattive molto diversificate; infatti, mentre il sapore dei cibi dipende sia dagli ingredienti usati che dalle modalità di preparazione della pietanza (una maggiore cottura conferisce un sapore più amaro, l'utilizzo di spezie conferisce sensazioni aromatiche, ecc.), le caratteristiche organolettiche di un vino dipendono dal vitigno utilizzato, dai diversi tipi di terreni e condizioni climatiche, oltre che dai diversi stili di produzione (per esempio l'invecchiamento in botti di legno rende un vino più corposo e morbido). Questo comporta da una parte l'esigenza di ricorrere ad esperti, dall'altra l'opportunità di dare indicare solo generalmente la tipologia di vino da utilizzare. Come regola generale in un buon abbinamento il vino non deve predominare sul piatto e viceversa: il corpo del vino deve essere adeguato alla struttura della pietanza. Un piatto dal sapore delicato richiede un vino "leggero", mentre un piatto ricco richiede un vino ben strutturato.

  • ANTIPASTI
  • Gli antipasti non richiedono vini troppo strutturati in considerazione sia della consistenza della pietanza che della necessità di servire i vini nel pasto secondo un criterio crescente di corpo ed alcoolicità. A tale scopo, vanno preferiti vini bianchi secchi (anche spumanti) o eventualmente, se la pietanza è più strutturata, si vini rosati o rossi giovani.

  • PASTA E RISO
  • La pasta e il riso possono essere considerati cibi neutri, nel senso che le caratteristiche gustative di tali pietanze, e conseguentemente del vino che deve accompagnarle, dipendono sostanzialmente dal condimento utilizzato. Se il condimento è a base di pesce, sono da preferire vini bianchi, più o meno corposi in relazione alla struttura del piatto: gli spaghetti con le vongole o frutti di mare richiedono un vino bianco meno strutturato rispetto ad un condimento a base di sarde. Per condimenti a base di carne, si dovrebbe preferire un vino rosso, purché non troppo corposo. Se la pasta viene accompagnata da elementi molto profumati, anche il vino deve disporre di appropriate caratteristiche aromatiche: la pasta con i tartufi, a causa della presenza di una sostanza particolarmente profumata, richiede un vino che ecceda per le sue caratteristiche olfattive.

  • CENA
  • La carne si presta ad essere cucinata in molti modi con conseguente diversità delle caratteristiche gustative. Come regola generale, le carni rosse preferiscono i vini rossi mentre quelle bianche, specie se servite fredde, possono essere accompagnate anche da vini bianchi di buon corpo. L'utilizzo di un vino nella preparazione del piatto (stracotti e brasati) impone che lo stesso venga utilizzato anche per l'abbinamento. Con piatti saporiti e strutturati (come quelli a base di selvaggina e cacciagione) sono da preferire vini rossi importanti corposi e invecchiati. Se la pietanza contiene intingoli succulenti può essere necessario che il vino sia tannico e giustamente alcoolico.

  • PESCE
  • Il pesce richiede generalmente vini bianchi, ma ci sono eccezioni (per esempio un pesce grasso in umido) che fanno preferire anche un vino rosso leggero. Il tipo di cottura influenza la scelta del vino: i pesci bolliti richiedono un vino meno corposo di quelli cotti al forno, mentre il pesce fritto, come in genere tutte le fritture, richiede un vino bianco secco con buona acidità. Prodotti ittici dal sapore delicato (aragoste e frutti di mare) si 'sposano' bene con vini bianchi secchi freschi e delicati o con spumanti. Di fronte a preparazioni a base di aceto è forse preferibile non bere vino in quanto i due elementi non legano bene assieme.

  • FORMAGGI
  • L'abbinamento dei formaggi è molto complesso: la diversità delle caratteristiche gustative determina una grande varietà di possibili combinazioni. In estrema sintesi, formaggi a pasta molle e quelli non stagionati richiedono vini poco corposi, bianchi o rossi leggeri; mentre i formaggi a pasta dura e quelli stagionati prediligono vini con maggiore struttura.

  • DESSERT
  • Contrariamente alla consuetudine, non è una buona abitudine accompagnare dolci con spumanti secchi: i prodotti di pasticceria richiedono vini amabili o dolci. Ovviamente, anche in questo caso il corpo di un vino deve essere conforme alla struttura della pietanza. Il panettone può ben andare d'accordo con un vino dolce e leggero, mentre dolci elaborati e ricchi possono esaltarsi con vini liquorosi. In caso vengano utilizzati liquori nella preparazione alimentare si suggerisce di utilizzare lo stesso liquore in abbinamento. Normalmente si preferisce escludere l'abbinamento di un vino al cioccolato; tuttavia talora può andare bene un vino liquoroso dolce.

    ideato bythe_staff | 22:43 | commenti
    consigli
     

    La storia racconta….

    A contatto con l’ossigeno e sotto l’azione di determinati batteri alcuni alimenti tipo latte, cereali ecc. subiscono un processo di modificazione chiamato “fermentazione”. Gli zuccheri, in certe condizioni, diventano alcool. Questo processo fin dai tempi più remoti, dà bevande gustose e inebrianti che variano la monotonia dell’acqua e trasformano la necessità del bere in un occasione di piacere. Ogni popolo ebbe la sua bevanda, venne prodotto il “sidro” facendo fermentare la mela e la pera. L’uva servì per fare il vino, mentre il grano e l’orzo per fare la birra; invece i nomadi ricavavano dal latte una specie di yogurt chiamato “kumiz”. L’invenzione di queste bevande venne raccontata in molte leggende, perché l’uomo ne creò di artificiali seguendo i procedimenti della natura. Un testo sumerico narra di un uomo selvatico che si nutriva d’erba. Poi una donna gli mise davanti un boccale di birra e un pezzo di pane. L’uomo lì mangiò, diventò allegro e il suo viso brillò.

    Il legame tra la birra e il pane rappresenta non solo il passaggio dallo stato selvatico alla civiltà ma anche la capacità dell’uomo di creare sfruttando elementi naturali. Entrambi hanno origine dalla fermentazione dei cereali. Infatti molti dipinti egizi rappresentano il vino e la birra. Invece le bevande alcoliche provocano allegria e poi intontimento, infatti venivano considerate sacre, come se contenessero il fuoco della divinità, perciò venivano usate negli avvenimenti importanti, ma tutto ciò portava ad uno stato di terrore perché si aveva paura di diventare ubriachi. La Bibbia racconta che il primo ad ubriacarsi fu Noè. Mentre stava cercando di rompere le zolle gli apparve Satana e gli chiese se lo poteva aiutare, egli rispose di sì e Satana corse ad ammazzare tre animali per concimare il terreno su cui cresceva la vite. Il primo fu la pecora, poi il leone e poi il maiale. Da questo derivò che, se non ci si vuole abbrutire come il maiale nel fango, bisogna bere con moderazione per diventare mansueti come la pecora o con un po’ più di liquore, forti come il leone. Soprattutto i popoli del Mediterraneo occidentale svilupparono le loro conoscenze sulla preparazione del vino. Esso ebbe il suo dio e diventò uno dei simboli della civiltà. Lo storico Tacito racconta che i Germani bevevano una sostanza simile alla birra, come pure i Galli che però conobbero anche il vino. Nel Medioevo venne diffuso l’uso del vino grazie alla religione cristiana , che rafforza la sacralità di queste bevande. Nel XIII secolo il frate francescano Salimbene da Parma parlando dei conventi sparsi in tutta Europa li suddivise in due gruppi: quelli in cui si beveva il vino e quelli in cui si beveva la birra.

    ideato bythe_staff | 22:21 | commenti
    lo sapevate
     

    Il Vino bianco e la birra

    Il vino bianco e la birra sono due bevande peculiari dell'estate. Dopo una giornata afosa, cercando ristoro alla canicola, cosa c'è di meglio di una bella birra fresca e spumeggiante? E per una cena romantica sotto il cielo estivo, un calice di vino bianco freddo aumenta il piacere della compagnia e della conversazione, un piacere da degustare lentamente. Ma quali sono le specifiche proprietà di questi due prodotti? Quali benefici offrono alla nostra salute e quale limite dobbiamo porre al consumo di queste due bevande? Non dimentichiamo infatti che si tratta in ogni caso di sostanze alcoliche.

    Le ultime ricerche effettuate sul vino bianco, lo hanno riscattato nei confronti del "cugino rosso" che gode di una maggior reputazione soprattutto nel campo dei benefici sul sistema cardiocircolatorio. Queste ricerche hanno evidenziato come il vino bianco, seppur meno ricco di polifenoli, dall'effetto antiossidante e protettivo contro patologie cardiovascolari, ha un più alto contenuto di monofenoli, che interferiscono sui processi infiammatori e sulla degenerazione vascolare. Ma attenzione! Non tutti i vini bianchi hanno le stesse proprietà e caratteristiche e l'invecchiamento del prodotto diminuisce la concentrazione percentuale delle sostanze attive. E quanto alle dosi? Non superiamo il bicchiere e mezzo a pasto, anche se fresco e piacevole da bere non dimentichiamo gli effetti della componente alcolica!

    E se invece preferiamo la birra? Anche questa bevanda è ricca di agenti antiossidanti, quali polifenoli o ancora di vitamine del gruppo B, calcio, fosforo, sodio, potassio e sali minerali, ma ricordiamo che l'alcol, metabolizzato dall'organismo genera radicali liberi. Anche in questo caso dunque vige la regola della moderazione e sarà bene attenersi alla razione di una lattina al giorno, tenendo presente che le birre al doppio malto hanno una percentuale alcolica molto più alta. Chi segue una dieta ipocalorica deve poi considerare il notevole apporto calorico sia della birra che del vino, bianco o rosso che sia. Nel caso della birra, il mercato offre una varietà light che riduce notevolmente l'apporto di calorie.

    Notevoli sono dunque i benefici per la nostra salute offerti da queste due bevande, ma ricordiamoci che la moderazione nell'uso è il fattore discriminante tra beneficio e danno.

    ideato bythe_staff | 22:15 | commenti
    consigli
     

    Conservare il vino avanzato

    Le bottiglie di vino aperte abitudinariamente a tavola non sempre vengono finite e quindi per fare in modo che un buon vino avanzato si possa conservare ancora qualche giorno al meglio occorre osservare alcuni accorgimenti: tenere tappata la bottiglia per rallentare i processi di ossidazione causati dalla presenza di aria nella bottiglia; usare preferibilmente uno speciale tappo ermetico metallico a " gabbietta " ( reperibile in tutti i negozi di casalinghi ) molto più adatto del tappo originale, che ricollocato a forza nel collo della bottiglia potrebbe far cadere frammenti di sughero nel vino; conservare in frigorifero i vini bianchi e rosati e tenere in un posto il più possibile fresco, non esposto direttamente alla luce e a fonti di calore come i fornelli, i vini rossi; consumare comunque entro uno-due giorni massimo il vino avanzato; se possibile ricorrere agli speciali tappi salvavino di plastica tipo " Vacu-Vin", corredati di una pompetta per aspirare l'aria e ricreare le ideali condizioni di vuoto e di assenza d’aria nella bottiglia.

    ideato bythe_staff | 22:06 | commenti
    consigli
     

    La scelta dei bicchieri da vino

    In ogni degustazione che si rispetti la scelta del bicchiere più adatto è un fattore molto importante, perché il giusto " calice " consente di apprezzare al meglio tutte le nuance del vino. Sono pertanto da scartare anche se possono essere esteticamente piacevoli o di valore: bicchieri colorati bicchieri con decorazioni più o meno preziose e sfaccettature bicchieri d'argento o di altro materiale metallico Sono invece da preferire, perchè consentono di cogliere le sottili sfumature di colore e di aromi: bicchieri di cristallo sottile o di vetro il meno pesante possibile bicchieri dotati di uno stelo, non solo elegante, ma utile per fare in modo che il contatto con la mano non riscaldi il vino servito freddo e non gli trasmetta eventuali odori estranei

    ideato bythe_staff | 22:05 | commenti
    consigli
     

    Tecnica del governo:cosa significa?

    Il governo alla toscana consiste in una particolare tecnica di vinificazione, sostenuta nel secolo scorso anche dal grande codificatore del Chianti, il barone Ricasoli, per ottenere vini fruttati di pronta beva. Per ottenere un Chianti governato in periodo di vendemmia si deve prendere una parte di uva, la più sana e matura, meglio Sangiovese che Canaiolo, raccoglierla in anticipo e lasciare i grappoli per sei settimane, disposti su graticci, all'aria perchè appassiscano. Pigiate, queste uve producono un mosto che aggiunto al vino che ha appena terminato la fermentazione ed ha bruciato tutti gli zuccheri fa partire una seconda fermentazione, prolungata sino a primavera. Il vino che si ottiene può essere messo in commercio entro l'anno successivo alla vendemmia e a differenza della moderna scuola di Chianti, intesi come vini di grande corpo che si evolvono dapprima in botte quindi in bottiglia per durare svariati anni, è un vino che gioca tutte le sue carte sulla freschezza, la piacevolezza, la vivacità del fruttato. Un metodo antico, quello del governo, fondamentale quando le nozioni tecniche e le attrezzature di cantina erano empiriche, ma ancora oggi, nell'epoca delle temperature di fermentazione controllate e del Chianti new style, meritevole di essere conservato come ricordo di tradizioni vinicole del passato

    ideato bythe_staff | 22:05 | commenti
    lo sapevate
     

    Vino rosso per guarire il cuore?

    Un cardiochirurgo inglese prescrive ai bambini malati di cuore due bicchieri di vino al giorno criticando una delle abitudini più antiche degli inglesi: il tè delle cinque. Curare i bambini malati di cuore con il vino rosso. Non è l’ultima idea di un gruppo di alcolisti incalliti, ma un esperimento condotto nel Regno Unito.

    William McCrea, cardiochirurgo presso il Great Western Hospital di Swindon, si è deciso dopo aver condotto uno studio sui dati statistici sanitari francesi: due bicchieri di vino rosso al giorno per i bambini malati di cuore. In Francia il consumo di grassi è il doppio che nel Regno Unito, il fumo è molto più diffuso e i francesi non praticano più attività sportiva dei vicini d’oltremanica. Sembra quindi che l’unica differenza, come sostiene lo stesso McCrea al Guardian, è che i francesi «bevono vino rosso, mentre gli inglesi tè».

    Ma le buone notizie non sono finite: sembrano essere più efficaci i vini più economici poiché contengono una quantità maggiore di antiossidanti rispetto ai vini più costosi e di qualità, invecchiati per anni nelle botti. Questo esperimento è finanziato da un fondo privato e non dal servizio sanitario pubblico inglese.

    Ancora una volta il vino viene elogiato; non solo per profumi e gusti particolari, ma anche per le sue supposte qualità terapeutiche. Senza mai dimenticare che ogni abuso è dannoso, pericolosamente dannoso.

    ideato bythe_staff | 22:04 | commenti
    salute e benessere
     

    Degustazione alla cieca

    In linguaggio tecnico, da giornalisti del vino, enologi o sommelier, si definisce "degustazione alla cieca" o "blind tasting" un assaggio in cui vengono messi a confronto diversi vini di una stessa tipologia (ad esempio dieci Barolo della stessa annata firmati da dieci aziende diverse) serviti con etichette e bottiglie bendate, di modo da non rivelare il nome del produttore. Così facendo l’esame è il più oggettivo possibile, senza che nessun elemento esterno venga a condizionare il giudizio. E le sorprese non mancano…

    ideato bythe_staff | 22:04 | commenti
    lo sapevate
     

    Coccolati dal vino

    Il "vino fa buon sangue" recita un antico detto popolare. Da anni ormai si parla degli effetti positivi che il vino, assunto con una certa moderazione, può avere sulla salute. Alcuni di questi effetti, benefici per il cuore e la circolazione, sono già stati scientificamente provati mentre altri, per ora solo presunti, sono ancora in fase di studio, come l'azione preventiva contro i reumatismi e l'osteoporosi. Un buon bicchiere di vino rosso a tavola ad ogni pasto dovrebbe rientrare, secondo gli esperti, nelle normali abitudini alimentari. Ma gli effetti benefici del vino e dell'uva non sono solo nel bicchiere. Il merito è dei polifenoli e degli antociani, presenti soprattutto nella buccia e nei vinaccioli (i semi degli acini). Nasce così la Vinoterapia, non più pratica per pochi estrosi ma fenomeno di costume. Massaggi con creme a base di uva e oli essenziali di vinacciolo, bagni con estratti di antociani (sono le sostanze che danno il colore al vino) sono la nuova frontiera della cosmesi e del relax. Il primo centro benessere di Vinoterapia nasce alle Sources de Caudalie in Francia. Tutto comincia nel 1993 quando Mathilde e Bertrand Thomas incontrano un eminente professore della Facoltà di Farmacia di Bordeaux sulle terre del Château Smith Haut Lafitte. Quello che i due giovani scopriranno grazie a lui rappresenterà poi una vera e propria rivoluzione nel mondo dei trattamenti dermocosmetici anti-età. Il professore ha dimostrato che i piccolissimi semi racchiusi nell'acino d'uva, i vinaccioli normalmente scartatati durante la vendemmia, sono vere e proprie pepite d'oro. Essi contengono infatti i polifenoli dell'uva, che una volta stabilizzati rappresentano un tesoro per la pelle fungendo da vere e proprie "trappole per i radicali liberi". Mathilde e Bertrand Thomas fondano Caudalie e creano nella regione di Bordeaux, in Francia, la prima Spa di Vinoterapia al mondo nel 1999. La Vinoterapia consiste in una serie di applicazioni basate sugli stessi principi applicati dalla talassoterapia e dalla balneoterapia, con l'unica differenza che si utilizza l'uva. Sembra che questo frutto abbia la capacità di appiattire l'addome, rassodare i glutei, ringiovanire i muscoli, tonificare il seno. Inoltre esso ha importanti proprietà rilassanti; riduce la formazione di rughe o segni di invecchiamento cutaneo; migliora la circolazione corporea. Insomma, il vino è una ricca fonte di bellezza, del resto già Cleopatra ne aveva scoperto le incredibili potenzialità quando si levigava la pelle con Mosto e Alabastro! Oggi anche in Italia è possibile soggiornare in strutture che forniscono trattamenti di Vinoterapia: cure antistress, di bellezza e, anche, di forma, snellezza, tonicità.

    ideato bythe_staff | 21:30 | commenti
    salute e benessere